Salve, caro amico lettore,

so che è trascorso un po’ di tempo dall’ultima volta che ti ho scritto e me ne scuso, ma non appena ho potuto, sono tornata qui nel mio “piccolo spazio nella Rete”. Devi sapere che questo periodo di lontananza dal blog è dovuto alla preparazione degli esami ormai prossimi e alla realizzazione di un progetto universitario riguardo ad un argomento la cui conoscenza ritengo potrebbe giovare anche a te o a qualcuno a te vicino. Il soggetto del mio ultimo lavoro è il Crowdfunding, per la precisione una delle nuove forme di crowdfunding, il cosiddetto crowdfunding civico.

Perché penso che potrebbe esserti utile sapere di cosa si tratta?

Te lo spiego subito. Andiamo con ordine. Innanzitutto il termine crowdfunding rappresenta l’unione tra la parola “folla” e il termine “finanziamento”. In particolare, il crowdfunding civico, come spiegato nell’omonimo saggio “Il Crowdfunding Civico: una proposta” scritto da Alessio Barollo e Daniela Castrataro, è il “finanziamento collettivo di opere e progetti pubblici– al di fuori del budget dell’ente o amministrazione interessati – effettuato da parte di cittadini, organizzazioni e società private, talvolta in match funding – cioè in collaborazione, in una sorta di raccolta fondi congiunta – con le stesse amministrazioni“. In Italia, con questo metodo è stato possibile realizzare più di un progetto utile. Un esempio è sicuramente “Un passo per San Luca“, che ha aperto la strada alla diffusione del crowdfunding civico in Italia,dedicato alla raccolta fondi per il restauro del portico più lungo al mondo: il Portico di San Luca a Bologna. L’obiettivo, raggiunto e superato, era raccogliere 300.000 euro per avviare i cantieri per il restauro del portico. Questi progetti si appoggiano, per la raccolta fondi, a delle piattaforme nella Rete che mettono a disposizione il loro spazio per accogliere i tanti progetti che richiedono l’aiuto della collettività per la loro realizzazione, altrimenti impossibile da attuare singolarmente da parte di un privato.

 

 

Le associazioni locali troverebbero nella piattaforma uno spazio dove farsi conoscere, dove poter crescere interagendo con i cittadini e dover poter proporre e cercare collaborazioni per portare a termine progetti legati allo sviluppo comune in chiave sostenibile. I cittadini vi troverebbero un luogo dove offrire feedback diretto allo staff dell’amministrazione locale ma anche dove proporre idee e proposte per sviluppare progetti condivisi o dove trovare gruppi di interesse che perseguano gli stessi obiettivi. Affinché il progetto per favorire, nel caso del crowdfunding civico, lo sviluppo della propria città – e non solo della propria – abbia la massima visibilità, preventivamente alla sua pubblicazione su una piattaforma, andrà preparato anche un piano di comunicazione, solitamente sia online che offline.

crowdfunding piattaforma

(Questo è un esempio di piattaforma che ospita progetti di crowdfunding)

Come sempre, se vorrai approfondire e avere altre notizie sull’argomento, ti lascio in fondo all’articolo i link dei siti con tutte le informazioni utili.

P.s. Per quanto concerne il piano di comunicazione, fondamentale per la riuscita di una tua eventuale iniziativa, se vuoi ulteriori informazioni o consigli, contattami pure quando vuoi scrivendomi qui sul blog.

Un caro saluto e alla prossima,

Francesca

http://www.eticanews.it/wp-content/uploads/2013/05/CIVIC+CROWD.pdf

http://www.unpassopersanluca.it/news.html